Amianto killer, si indagava già nel 1984

BRONI. Che alla Fibronit ci si ammalasse di amianto lo si sapeva con certezza dal 1984, dieci anni prima che la fabbrica chiudesse. Dieci anni di polveri killer, un altro decennio di decessi e di malati. A certificarlo fu un’inchiesta dell’allora pretore di Stradella. Il magistrato fece addirittura riesumare il cadavere di un ex lavoratore morto nel dicembre 1983 all’ospedale di Broni. Si chiamava Bruno Bertaggia, aveva 50 anni. Lavorava alla nel settore tubi di amianto. La moglie Lola D’Angelo aveva chiesto all’Inail il riconoscimento della malattia professionale e il conseguente diritto al risarcimento assicurativo e alla pensione di reversibilità. L’Inail voleva la prova che la causa del decesso fosse l’asbestosi e per questo la salma fu dissotterrata ed esaminata dai medici legali. Fu il dottor Pier Luigi Conca dell’Istituto di Medicina Legale di Pavia ad eseguire i rilievi autoptici.
«Alla fine fu dimostrato che mio cognato era morto davvero per asbestosi – dice Antonietta De Masi – La moglie ottenne la pensione, ma anche lei fu stroncata dall’amianto. Morì a 69 anni. Mio cognato Bruno e mio marito Armando lavoravano insieme alla Fibronit. Mio marito ha passato quarant’anni in mezzo all’amianto, fino alla pensione». Ora Armando Bertaggia di anni ne ha 72, anche lui si ammalato di asbestosi. Così come si è ammalata sua moglie: «Io sono stata operata sei mesi fa – racconta Antonietta De Masi – mentre mio marito ormai ha il 70 per cento di respiro in meno. Colpa delle placche ai polmoni. Eppure quando andavano con il “carrozzone” (l’ambulatorio viaggiante che faceva i controlli periodici, ndr) a fare le visite ai lavoratori della Fibronit i medici dicevano che non avevano nulla e che tutto andava bene. Ma che controlli facevano?». La stessa domanda se l’è fatta anche l’avvocato Domenico Novarini, ex consigliere comunale e legale di una cinquantina di parti civili al processo che si aprirà lunedì alla piscina di Voghera contro dieci dirigenti e consiglieri di amministrazione della fabbrica killer di Broni. Sul banco degli imputati con l’accusa di omicidio plurimo colposo e disastro doloso ci saranno Dino Stringa (89 anni), Teodoro Manara (76 anni), Michele Cardinale (70), Lorenzo Mo (67), Claudio Dal Pozzo (73), Giovanni Boccini (73), Guglielma Capello (75), Domenico Salvino (69) e Alvaro Galvani (66).
L’avvocato Domenica Novarini presenterà il caso della morte per asbestosi di Bruno Bertaggia stabilita da un’inchiesta e da esami autoptici alla procura di Voghera in un esposto denuncia: «A prova della tesi da me sostenuta che la “mano pubblica” sapesse cosa è l’asbestosi e che la fonte di questa tremenda causa della strage di Broni fosse lo stabilimento della Fibronit ma che, ciò nonostante nulla fece per impedirlo».

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