Processo Fibronit , scendono in campo 200 parti civili

BRONI. Lunedì mattina, a partire dalle 9, i locali della piscina coperta di Voghera ospiteranno l’udienza preliminare del processo Fibronit. Forte valore simbolico, ma dal punto di vista tecnico sarà poco più che un passaggio. Il Giudice dell’udienza preliminare, Luisella Perulli, dovrà prendere atto delle costituzioni di parte civile, sia quelle già pervenute, sia quelle che, eventualmente, potranno arrivare all’ultimo momento. Per questo adempimento dovrebbe bastare la giornata di lunedì, ma, per precauzione, è stata fissata anche un’udienza mercoledì 18. Il proseguimento del processo è, in parte, ancora un’incognita. Alcuni imputati hanno chiesto il rito abbreviato condizionato all’esito di una perizia medico-epidemiologica. Se i Pm Giovanni Benelli e Valentina Grosso presteranno l’assenso, l’incarico per la consulenza verrà dato tra giugno e luglio e l’udienza successiva sarà dopo la pausa estiva. A influire sui tempi, poi, potrebbe essere anche la decisione delle parti civili di citare Stato, Regione, Provincia, Comune e Asl. Le potenziali parti civili potrebbero essere 2mila, anche tenuto conto che, per uno stesso parente, le costituzioni possono essere diverse. Per lunedì saranno almeno 200. «Lunedì una cinquantina di congiunti di persone decedute si costituiranno parte civile assistiti da me – spiega l’avvocato Marco Casali – Sono figli, coniugi, genitori o fratelli di persone ex lavoratori Fibronit o residenti nei dintornii». Il numero di morti di amianto accertati sono riportati nella richiesta di rinvio a giudizio: 374 in totale, circa due terzi lavoratori ed ex lavoratori e un terzo estranei all’azienda. «Risale alla fine del 2009 – spiega Casali – l’anno in cui era stato preparato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Da allora ce ne sono stati almeno altri 100». Poi ci sono gli ammalati: erano 200, molte di loro sono morte in questi tre anni. «Chi ha un reddito sotto i 10.600 euro può richiedere l’ammissione con spese a carico dello stato», ricorda Casali. Maria Rosa Carisano di Voghera sta assistendo quattro privati e l’Osservatorio Nazionale Amianto (con l’impegno a livello italiano dell’avvocato Bonanni in stretto contatto con l’Avani di Silvio Mingrino), che come Wwf e Legambiente, seguite dall’avvocato Andrea Costainsieme ad altri 50 congiunti di vittime dell’amianto, hanno deciso di costituirsi parte civile. Altri 50 sono assistiti invece dall’avvocato Domenico Novarini.

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